Trombosi: patologia killer che uccide più del cancro

Alcune statistiche hanno evidenziato come due italiani su tre ignorino il significato e le conseguenze della Trombosi. Eppure, sempre in base alle ricerche condotte dalla comunità scientifica, sembrerebbe che la patologia sia più letale del cancro, dell’AIDS e degli incidenti stradali. ALT Onlus, ovvero l’Associazione per la lotta alle malattie cardiovascolari, ha pubblicato diversi dati riguardanti la patologia, dando il via ad una campagna di sensibilizzazione, con l’obiettivo di informare la popolazione sui sintomi e sui rischi della malattia.

Trombosi: cos’è e come prevenirla

L’allarme è stato lanciato da Lidia Rota Vender, Presidente di ALT Onlus, la quale ha sottolineato quanto sia preoccupante che la popolazione italiana non conosca (se non di nome) la malattia della Trombosi e tutti i rischi ad essa legati. Il dato è preoccupante soprattutto se si pensa che a causa di questa patologia muoiono circa 400 mila persone ogni anno (solo in Italia) e che la patologia stessa è alla base del 25% dei decessi del nostro Paese.

Il trombo viene anche definito come grumo o embolo, e si tratta di un coagulo di sangue che una volta formatosi può causare infarti, ictus o altre patologie venose, occludendo di fatto vene o arterie.

La comunità scientifica pone l’accento sulla prevenzione: la patologia è piuttosto diffusa, soprattutto tra le donne, ma con alcuni accorgimenti e uno stile di vita sano, si può ridurre di molto la possibile formazione di coaguli nel sangue.

Embolia: fattori di rischio

La prevenzione, come detto, è possibile, soprattutto grazie al fatto che sono stati individuati tutti i fattori di rischio. I soggetti più predisposti risultano essere: anziani, persone in forte sovrappeso, fumatori, donne in gravidanza e tutti coloro che praticano una vita sedentaria o che sono costretti ad un lungo periodo di immobilità.

Tutte le condizioni sopraelencate provocano, di base, il rallentamento del flusso sanguigno. Tuttavia, non sono rari i casi di trombosi derivanti dall’assunzione quotidiana di alcuni tipi di medicinali, da interventi chirurgici (soprattutto agli arti e alla schiena), da tumori, leucemia, insufficienza cardiaca, ustioni o altri traumi.

L’ALT Onlus ha predisposto, per sensibilizzare la popolazione alla conoscenza e alla prevenzione della malattia, anche un canale Youtube, che si chiama “Mi curo di te”. Il canale prevede la trasposizione video, a puntate, di specifiche lezioni sulle malattie cardiovascolari. Le prime quattro puntate sono già state realizzate, interamente incentrate sulla fibrillazione atriale.

Il dott. Edoardo Gronda, responsabile dell’Unità operativa di Cardiologia e Ricerca di IRCCS Multimedica, ha dichiarato, in merito all’utilizzo del web per il progetto di prevenzione, che: “È nostro dovere diffondere consapevolezza e conoscenza, insegnare quali possono essere i sintomi da non sottovalutare e quali le soluzioni, esprimere con un linguaggio semplice e amichevole concetti complessi, parlando a tutti, giovani e meno giovani, perché la vita di un padre può essere salvata dalla conoscenza di un figlio, e non solo viceversa. Riteniamo che questo nuovo canale su YouTube possa essere di grande aiuto”.

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